Chi ispira il mio lavoro
Di Luca Cavazzuti, fotografo a Carpi · aggiornata il
Ogni fotografo porta con sé uno sguardo che ha imparato da altri. Questi sono i fotografi di nudo che hanno formato il mio: alcuni li ho studiati per anni, altri mi hanno cambiato con una sola immagine. Prima di loro ci sono i pittori che mi mostrava mia madre, Caravaggio, Perugino, i fiamminghi, e la statuaria classica.
Due su tutti. Herb Ritts, per la visione della donna e delle forme perfette dell’arte classica. Robert Mapplethorpe, per il coraggio di mettersi in discussione sapendo osare.
- 1952–2002
Herb Ritts
Il corpo come una scultura classica, sotto la luce piena della California.
- 1946–1989
Robert Mapplethorpe
La perfezione formale, e il coraggio di mostrare ciò che altri evitavano.
- 1886–1958
Edward Weston
Il nudo come forma pura, che dialoga con le dune e la luce.
- 1905–2006
Ruth Bernhard
Il nudo femminile fotografato con la delicatezza di una scultura.
- 1890–1976
Man Ray
Il gioco, l’ironia e la pittura dentro la fotografia.
- 1904–1983
Bill Brandt
Il corpo che diventa paesaggio, visto da un punto di vista inatteso.
- 1883–1976
Imogen Cunningham
Uno sguardo femminile sul corpo, tra astrazione e natura.
- 1920–2004
Helmut Newton
Donne che guardano in macchina e decidono.
- 1934–2014
Lucien Clergue
Corpi che nascono dalle onde, nella luce del Mediterraneo.
- 1933–2000
Jeanloup Sieff
Schiene, stanze e ironia, con un grandangolo e molta tenerezza.
- 1944–2019
Peter Lindbergh
La bellezza vera, senza ritocco.
- 1883–1961
František Drtikol
Il nudo tra ombre e forme geometriche, fino alla ricerca spirituale.
Perché queste schede sui fotografi di nudo
Non sono biografie complete: per quelle ci sono i musei. Sono appunti su cosa ho preso da ciascuno, e su dove lo ritrovi nei miei progetti. Le fotografie non sono riprodotte qui, perché appartengono ai loro autori: i collegamenti portano alle collezioni dei musei e alle fondazioni che le custodiscono.
Cosa cerco nei grandi fotografi di nudo
Quando guardo il lavoro dei grandi fotografi di nudo non cerco una tecnica da copiare. Cerco il modo in cui ciascuno ha risolto la stessa domanda: come mostrare un corpo senza che la persona sparisca. Weston e Drtikol rispondono con la forma, Brandt e Clergue con il paesaggio, Newton e Lindbergh con lo sguardo di chi è ritratta.
Da tutti ho preso qualcosa che uso ogni volta sul set: la luce prima di tutto, poche cose nell’inquadratura, il tempo necessario perché chi posa si senta a suo agio. E una regola che non cambio: prima la persona, poi la fotografia.
Se un autore ti ha colpito e vuoi parlarne, oppure vuoi capire come questi sguardi possono diventare un tuo ritratto, conosciamoci: è un incontro senza macchina fotografica e senza impegno.
Per conoscere il mio modo di lavorare: i miei principi, i progetti, la mia storia.