Glossario del ritratto intimo.
Di Luca Cavazzuti, fotografo a Carpi · aggiornata il
Le parole della fotografia intima si usano spesso in modo vago: boudoir, nudo artistico, liberatoria, consenso. Qui le definisco una per una, come le intendo io, Luca Cavazzuti, fotografo di ritratto intimo e nudo d’autore a Carpi. Ogni voce ha una definizione breve e, quando serve, il modo in cui la applico nel mio lavoro. Questo glossario del ritratto intimo è pensato per chi si avvicina per la prima volta a un servizio.
- Voci32, in cinque gruppi
- AutoreLuca Cavazzuti
- Aggiornamento29 settembre 2026
- Per approfondireLe guide collegate alle singole voci
Glossario del ritratto intimo: linguaggi e generi
Ritratto intimo
Un ritratto costruito sulla vicinanza alla persona: gesti, sguardi, luce, abiti scelti o un nudo appena suggerito. “Intimo” descrive la relazione, non la quantità di pelle mostrata. Nel mio lavoro: può restare completamente vestito. Il ritratto intimo.
Boudoir
Genere fotografico nato dall’atmosfera del salottino privato (in francese boudoir): tessuti, lingerie, ambienti domestici, sensualità misurata. Mette l’accento su stile e atmosfera più che sul corpo nudo. Nel mio lavoro: lo tratto come una possibilità del ritratto intimo, non come un catalogo di pose.
Nudo d’autore (nudo artistico)
Fotografia del corpo nudo in cui l’interesse è la forma, la luce, il gesto e il significato, non la seduzione esplicita. Si distingue dalla pornografia per intenzione e linguaggio, non solo per ciò che mostra. Nel mio lavoro: prevalentemente in bianco e nero. Cosa significa davvero nudo artistico.
Nudo implicito (implied nude)
Immagine in cui la nudità è intuita ma non mostrata: un tessuto, un’ombra, una posizione o l’inquadratura coprono il corpo. Nel mio lavoro: è spesso il punto di partenza per chi non ha mai posato.
Nudità funzionale
Nudo usato per una ragione precisa, non per sedurre: rendere leggibile un gesto atletico, una muscolatura, un respiro. Nel mio lavoro: è il principio del progetto Corpi Liberi.
Body neutrality
Atteggiamento che considera il corpo uno strumento e una casa, senza doverlo amare né giudicare. Diverso dalla body positivity, che punta ad apprezzare il proprio aspetto.
Luce e composizione
Bianco e nero
Linguaggio che toglie il colore e lascia forme, superfici, luce e ombra. Allontana l’immagine dal momento in cui è stata scattata. Nel mio lavoro: è una scelta etica prima che estetica: sottrae distrazioni e lascia al centro la persona.
Low key
Immagine dominata da toni scuri e ombre profonde, con poche zone illuminate. Adatta a un nudo suggerito, perché la luce sceglie che cosa rivelare.
High key
Immagine chiara, con pochi contrasti e ombre leggere. Comunica leggerezza e apertura.
Luce Rembrandt
Schema di luce laterale e alta che lascia un piccolo triangolo illuminato sulla guancia in ombra. Prende il nome dai ritratti del pittore olandese.
Penombra (low light)
Luce bassa e morbida che riduce la pressione di essere guardati e lascia spazio al movimento. Nel mio lavoro: è al centro del progetto Buio.
Punctum
Termine di Roland Barthes (La camera chiara, 1980): il dettaglio di una fotografia che colpisce chi guarda in modo personale e inatteso. Nel mio lavoro: nel mio metodo è ciò che rende forte un ritratto: un gesto, una luce, uno sguardo.
Prossemica
Studio della distanza fisica tra le persone e del suo significato. In fotografia, la distanza tra obiettivo e persona cambia il tono del ritratto.
Consenso, diritti e riservatezza
Consenso continuo
È un consenso che non si dà una volta sola: si può ritirare o cambiare in qualsiasi momento della sessione. Nel mio lavoro: chiedo di nuovo durante gli scatti se va tutto bene. I miei principi.
Consenso specifico alla pubblicazione
Autorizzazione separata per ogni uso pubblico di una fotografia, distinta dalla liberatoria generale e dal consenso a essere fotografati. Nel mio lavoro: senza questo consenso nessuna immagine viene mostrata.
Liberatoria
Documento con cui la persona ritratta autorizza determinati usi delle proprie immagini. Una buona liberatoria elenca usi, luoghi e durata, invece di dare un permesso generico. Consenso e liberatoria.
Diritto all’immagine
Il diritto di ciascuno di decidere se e come la propria immagine venga esposta o pubblicata. In Italia è tutelato dal codice civile e dalla legge sul diritto d’autore.
Dati personali (GDPR)
Nel Regolamento europeo 2016/679 una fotografia che rende riconoscibile una persona è un dato personale, e va trattata con basi giuridiche e misure di sicurezza adeguate.
Diffusione illecita di immagini intime
Pubblicare o inviare immagini sessualmente esplicite di una persona senza il suo consenso. In Italia è un reato, previsto dall’articolo 612-ter del codice penale.
Regola del non contatto
Il fotografo non tocca chi posa: le correzioni si mostrano o si dicono a parole. Nel mio lavoro: vale sempre, con un permesso esplicito solo per casi eccezionali.
Parola di stop (safe word)
Parola o gesto concordato all’inizio che interrompe subito la sessione, senza bisogno di spiegazioni. Nel mio lavoro: in alcuni progetti uso un semaforo: verde, giallo, rosso.
Persona di fiducia
Una persona scelta da chi posa che assiste alla sessione restando in disparte. La sua presenza si concorda prima.
La sessione e le immagini
Studio portatile
Set fotografico professionale, luci comprese, montato a casa della persona o in un luogo scelto. Nel tuo spazio.
Selezione
La scelta delle fotografie da lavorare e consegnare fra tutte quelle scattate. È una decisione separata dallo scatto e dalla pubblicazione.
Ritocco etico (regola delle due settimane)
Post-produzione che valorizza la fotografia senza correggere la persona. Nel mio lavoro: tolgo solo ciò che sparirebbe da solo in circa due settimane; cicatrici, nei, rughe e forme restano. Ritocco fotografico.
Portfolio riservato
Raccolta di opere visibile solo alle persone maggiorenni registrate al sito. È condivisa fra gli iscritti: non è una consegna personale.
Stampa fine art
Stampa su carte d’archivio con inchiostri a pigmento, pensata per durare nel tempo e per essere esposta.
I metodi del mio lavoro
Metodo delle 7 domande
Il mio metodo di ritratto: le fotografie nascono durante una conversazione guidata da sette domande, non da indicazioni di posa. Il metodo spiegato.
Grammatica del silenzio
Nel metodo delle 7 domande, il momento in cui si scatta: nel silenzio che segue una risposta, quando l’emozione sale e la posa scompare. Richiama il concetto giapponese di ma, lo spazio vuoto che dà forma alle cose.
Punto di risonanza
Il tema che tocca davvero una persona durante la conversazione: una vittoria, un affetto, un ricordo divertente. Non è necessariamente un dolore.
Fotografo invisibile
Il fotografo che mette da parte il proprio ego tecnico perché emerga la presenza empatica. Non si nasconde: si fa meno ingombrante.
Architettura di fiducia
L’insieme di regole, spazi e tempi che permette a chi posa di sentirsi al sicuro. Il suo contrario è la “pornografia emotiva”: sfruttare la vulnerabilità altrui per un’immagine d’effetto.
Nota: le informazioni su diritto all’immagine, privacy e diffusione illecita di immagini sono generali e non sostituiscono il parere di un avvocato. Quando scrivo «nel mio lavoro» descrivo la mia prassi, non un obbligo di legge.
Per vedere come queste parole diventano pratica leggi I miei principi di lavoro e le guide.
Alcune di queste parole, come sguardo maschile e fotografia erotica, sono approfondite nel saggio fotografia erotica e nudo artistico.