Man Ray
Man Ray (1890–1976). Il gioco, l’ironia e la pittura dentro la fotografia.
- Anni: 1890–1976
- Paese: Stati Uniti, poi Francia
- Linguaggio: Surrealismo, sperimentazione, pittura dentro la fotografia
- Nel mio lavoro: La ricerca del femminile
Chi era Man Ray
Man Ray, nato Emmanuel Radnitzky, è tra le figure centrali del Dadaismo e del Surrealismo. Negli anni Venti vive a Parigi, dove fotografa artisti e scrittori e sperimenta: rayografie senza macchina fotografica, solarizzazioni, stampe ritoccate a mano.
Con la modella Kiki de Montparnasse realizza alcune delle immagini più famose del Novecento, come «Le Violon d’Ingres» del 1924, ispirata ai nudi del pittore Ingres, con le fessure di un violino dipinte sulla schiena.
Cosa porto nel mio lavoro
Man Ray mi ricorda che una fotografia può dialogare con un quadro senza copiarlo. La sua schiena-violino parte da Ingres e diventa un’altra cosa: un’idea, un gioco, una domanda.
È lo stesso spirito con cui lavoro nei progetti che partono dalla storia dell’arte: il dipinto è un punto di partenza, e il gesto finale appartiene a chi posa.
Fotografie da vedere
- Le Violon d’Ingres, 1924 J. Paul Getty Museum
- Noire et blanche, 1926 Museum of Modern Art, New York
Le fotografie sono protette dal diritto d’autore: non le riproduco qui. I collegamenti portano alle collezioni dei musei e alle fondazioni che le custodiscono, e si aprono in una nuova scheda.
Il progetto più vicino a questo sguardo è La ricerca del femminile: il ritratto che parte da un dipinto. Torna a chi ispira il mio lavoro.