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A Fior di Pelle Luca Cavazzuti fotografo

Storie di chi ha posato

Queste testimonianze sono di due persone che ho fotografato, e raccontano la loro esperienza. Hanno scritto i loro racconti nel 2025, per il mio sito precedente. Ne riporto alcuni passaggi con le loro parole, senza modificarle.

Sono esperienze personali: non prometto a nessuno lo stesso risultato. Mostrano però come si lavora con me: senza fretta, con confini chiari e con la possibilità di fermarsi in ogni momento.

Francesca: «Mi ha restituito me stessa»

Gli ho confessato il mio segreto più stupido e doloroso: per anni, avevo fatto l’amore solo e soltanto al buio.

Le sue domande delicate, il modo in cui mi spiegava come avremmo lavorato, senza fretta, senza forzature, hanno iniziato a costruire un’imbracatura di sicurezza intorno a me.

Lui, con gentilezza, mi disse: «Se vuoi puoi rivestirti, così ti rilassi un attimo». […] «Per una volta che sono nuda davanti a un uomo che non mi conosce e mi sento perfettamente a mio agio, non mi sento giudicata, dovrei coprirmi?»

Quell’esperienza non mi ha dato solo delle belle fotografie. Mi ha restituito me stessa.

Un calendario per il marito: «Il regalo è la libertà»

L’intenzione ufficiale: un regalo per lui. L’intenzione reale (che all’inizio non ammetto neppure a me stessa): vedermi con una benevolenza che di solito non indosso.

Luca, con la serenità di un giardiniere zen: «Nudo è nudo. Non serve mostrare. Basta suggerire.»

Riconfermiamo confini, limiti, destinazione dei file: il consenso non è un contratto una tantum; è una conversazione continua.

Ha capito che non gli ho regalato il mio corpo; gli ho regalato il modo in cui io lo abito.

Cosa mi insegnano queste testimonianze

Rileggendole, ritrovo le stesse paure che sento al primo incontro: non essere capace, non essere fotogenica, vergognarsi di farsi vedere. E ritrovo quello che conta davvero sul set: il tempo, le domande, il consenso che si rinnova a ogni passo.

Chi posa con me può fermarsi in qualsiasi momento, e non succede nulla: si chiude lì, senza spiegazioni. Finora nessuno l’ha fatto, ma la possibilità resta sempre aperta, perché è proprio sapere di poter dire basta che permette di lasciarsi andare.

Nessuna fotografia viene pubblicata senza il consenso scritto di chi ha posato. E il ritocco si limita a piccole imperfezioni della pelle: mai forme, misure o rughe.

Vuoi raccontare la tua?

Se hai posato con me e vuoi raccontare com’è andata, scrivimi. Pubblico solo con il tuo consenso scritto, con il nome che scegli tu, anche solo un’iniziale, e senza fotografie se non lo desideri.

Per cominciare con calma: sette domande prima di posare, i miei principi di lavoro, il buono regalo.

Conosciamoci prima di decidere